Il Palmieri “esplode”? Sì, ma di gioia e di buoni propositi

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LECCE (di Letizia e Lucrezia Prete) – Combinazione di conoscenze, abilità e competenze si fondono nel Liceo Classico e Musicale “Palmieri, un ambiente di apprendimento che consente di fare ricerca e indagare, di individuare e risolvere problemi, di discutere e collaborare. Queste sono soltanto alcune delle principali caratteristiche del nostro istituto, vanto della città, che ha visto la sua origine 436 anni fa, quando i Gesuiti nel 1583 fondarono una Scuola Regia con convitto per poi diventare nel 1865 Liceo Ginnasio e nel 1960 Liceo Classico nell’attuale sede di viale dell’Università.

È senza dubbio una delle scuole più importanti e prestigiose di Lecce che con nuovi indirizzi al passo con i tempi e in linea con le inclinazioni di noi studenti, la dirigente professoressa Loredana Di Cuonzo, ha arricchito e innovato il tradizionale percorso di studi con un’ampia offerta formativa improntata sui valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni: Liceo classico di ordinamento, liceo musicale, liceo quadriennale, indirizzo biomedico, indirizzo ESP, indirizzo digitale, indirizzo bi-linguismo e potenziamento matematico. La necessità da parte della dirigente di affrontare l’innovazione didattica in un’ottica di sistema, dopo aver valutato accuratamente a priori le condizioni di fattibilità, sostenibilità e trasferibilità del progetto innovativo, ha rappresentato un significativo avanzamento della cultura degli ultimi anni, che ha fatto del “Palmieri” una scuola che è risultata essere un caso pressoché unico in Italia tra i Licei Classici.

Proprio per questo motivo: “Il Palmieri dal 2011 ad oggi ha con la sua offerta formativa risposto ai bisogni di un platea ben più ampia di quella iniziale”, la dirigente è intervenuta per replicare alle accuse rivolte probabilmente da un genitore di qualche alunno che frequenta la sua scuola, riferendo che: “Si è voluto, forse, strafare: troppi indirizzi che hanno, da una parte, determinato e la situazione di sovraffollamento di cui ci si sta occupando e, dall’altra, una perdita stessa dell’identità dell’istituto“.

Troppo facile screditare con una lettera anonima a cui il mittente non appone la propria firma. Invece c’è chi, come appunto la nostra dirigente, contribuisce allo sviluppo della personalità di noi studenti, del nostro senso di responsabilità e della nostra autonomia individuale e persegue il raggiungimento di obiettivi culturali e professionali adeguati all’evoluzione delle conoscenze e all’inserimento nella vita attiva.

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