I nuovi Anni Ottanta

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LECCE (di Miriam Pastore) – Il walkman, il cubo di Rubik, gli effetti speciali, l’aerobica: tutti elementi caratteristici degli Anni Ottanta definiti gli “anni rock” o “anni luccicanti” e che comprendono il periodo che va dal 1980 al 1989. Dopo essersi lasciati alle spalle i terribili “anni di piombo” del decennio precedente, gli uomini iniziano ad autocelebrarsi nell’effervescenza lucida del make-up nelle nuove tv private, nell’amore per il superfluo, nel look vistoso che rimescola tutti i vecchi stili e inventa nuove identità urbane.

In questo periodo, infatti, s’impose la figura del paninaro, un fenomeno di costume nato a Milano, e poi diffusosi nel resto di Italia, in cui vi era l’ossessione per l’abbigliamento griffato e l’adesione ad uno stile di vita fondato sul consumo. Il punto di ritrovo preferito erano i fast food mutuati dall’esperienza statunitense in cui ci si incontrava vestiti con bomber, scarponcini con suola gommata a carrarmato e jeans delle marche più trendy.

Possiamo dire che i paninari non si differenzino poi molto dalla moda di oggi; infatti i ragazzi suggestionati dagli influencer, in particolare dai cantanti trap, e sono pronti ad acquistare abiti firmati molto costosi pur di far parte di un gruppo. In più, sono tornati i pantaloni a vita alta e gamba stretta, gli anfibi, i vestiti con le paillettes o le collane choker, tutti capi d’abbigliamento già visti in quel periodo.

Gli Anni Ottanta sono stati, inoltre, il decennio degli “Young Urban Professional”, meglio conosciuti come “yuppies”. Erano i giovani businessman, desiderosi di lavorare in Borsa e far soldi a palate, vestiti con abiti firmati, guidatori di macchine sportive, che partecipavano alle feste più esclusive. Non erano in effetti molto diversi dagli imprenditori di oggi, accomunati in questi aspetti dalle stesse prerogative.

Durante quel periodo i nostri coetanei trascorrevano molti pomeriggi nelle sale giochi, divertendosi con i flipper divenuti elettronici e con altri videogames come Pac-Man, Tetris, Donkey Kong e via dicendo per giocare ai quali bisognava introdurre delle monete nelle postazioni cabinate. Oggi quei videogiochi tanto in voga sono stati miniaturizzati ed inseriti nei computer e nei telefonini, rendendoli tascabili o fruibili attraverso le console comodamente a casa propria. Ma non è cambiato il fascino che esercitano. Infatti, i ragazzi li utilizzano per divertirsi dimostrando che è quindi cambiato il mezzo, ma non il fine.

Possiamo dunque affermare che sono tornati gli Anni Ottanta? Se non c’è “nulla di nuovo sotto questo sole” e ciò che accade è già accaduto, l’uomo è spesso affascinato da ciò che è vecchio o, meglio, dal periodo in cui è stato un bambino. E lo dimostra soprattutto attraverso l’amore per il vintage. I recenti film e serie tv ambientati proprio in quegli anni che in tanti rimpiangono pare ampiamente dimostrarlo.

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