Una petizione del Wwf per la lotta globale contro la plastica negli oceani

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(di Bianca Reale) – Il countdown può dirsi avviato, non manca molto al raggiungimento delle 200.000 firme nella petizione proposta dal Wwf il 5 febbraio scorso in cui si vede incriminata la presenza sconsiderata di rifiuti plastici all’interno delle acque nazionali e globali, pari circa ad 8 milioni di tonnellate all’anno.

I leader delle Nazioni Unite sono chiamati tramite l’appoggio dei cittadini e l’impegno delle associazioni ambientaliste a contrastare questa silenziosa ma visibilmente pericolosa emergenza; l’obiettivo primario dell’iniziativa è infatti il raggiungimento di un accordo globale capace di eliminare la dispersione di plastica in natura entro il 2030. Le previsioni, se ciò non avvenisse, sarebbero catastrofiche: da trent’anni a questa parte potrebbe essere presente in mare più plastica che pesce.

Tutti i rifiuti se non adeguatamente smaltiti si riversano nelle acque diventando una trappola mortale per 134 specie marine, danneggiate per il 90% esclusivamente da questa piaga; le vittime infatti ingeriscono, soffocano o rimangono intrappolate nella nostra spazzatura quotidianamente. Negli oceani inoltre sono presenti particelle dannose anche per la salute dell’uomo, le cosiddette microplastiche, provocate dall’abrasione di pneumatici, dal lavaggio di tessuti sintetici o dalla disintegrazione della plastica stessa, che vengono assorbite con grande facilità e il cui recupero si è spesso dimostrato impossibile da praticare.

Anche l’Italia, che da tempo si mostra una virtuosa alleata in questa lotta, accoglie di buon grado l’onda purificatrice che ha portato alla sensibilizzazione dell’Europa intera, la quale già il 24 ottobre 2018 approva in Parlamento il divieto di produzione della plastica monouso attuabile probabilmente entro il 2021, e che si spera possa essere il primo di una numerosa serie di interventi per la salvaguardia del territorio.

Tutelare il mare dalla spregiudicatezza di noi stessi è dovere di ogni singolo cittadino, a questo scopo firmare la petizione sul sito Wwf Italia è un piccolo passo per il raggiungimento di un grande traguardo.

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