L’8 Marzo, storia di diritti e rivendicazioni al femminile

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(di Alessandra Abruzzo e Giulia Della Bona) – Nel 1909, negli Stati Uniti, dal Partito Socialista Americano nacque l’idea di una giornata dedicata interamente alla donna, figura che all’epoca rivendicava il suffragio universale e molti altri diritti fino ad allora a lei negati. Nell’anno seguente, durante una conferenza internazionale delle donne socialiste a Copenaghen, la celebre proposta fu accettata da Clara Zetkin, esponente socialista e combattente per i diritti delle donne.

Fino al 1921 ogni singolo Paese aveva una propria giornata dedicata alla donna. Solo da quell’anno, in occasione della seconda conferenza delle donne comuniste che si tenne a Mosca, fu approvata una giornata universale della donna, che ancora oggi si celebra appunto l’8 marzo, in onore della manifestazione del 1917 contro lo zarismo delle donne di San Pietroburgo.

In Italia, però, la Giornata della Donna iniziò a essere celebrata solo nel 1922. L’iniziativa acquistò forza nel 1945, quando l’Unione Donne in Italia celebrò la Giornata della Donna nelle zone dell’Italia già liberate dal fascismo. L’8 marzo del 1946 fu la prima volta che l’Italia intera manifestò per la Giornata  della Donna.

La scelta dei fiori gialli risale allo stesso anno, in quanto le organizzatrici delle celebrazioni a Roma cercavano un fiore che fosse di stagione e che costasse poco: la mimosa, appunto. Negli anni successivi, la Giornata della donna è diventata occasione e momento simbolico di rivendicazione dei diritti femminili (dal divorzio, alla contraccezione, fino alla legalizzazione dell’aborto) e di difesa delle conquiste delle donne.

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