Michela Rizzo, una Medaglia d’oro tra gli alunni del Liceo “Palmieri”

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CAORLE (di Federica Cornacchia, V D) – All’ultima tappa dell’International Championship, gara di karate a livello mondiale, con 64 nazioni partecipanti, Michela Rizzo, studentessa di V ginnasio del Liceo “Giuseppe Palmieri” di Lecce, si è classificata al primo posto, ottenendo la medaglia d’oro. Conosciamola meglio in quest’intervista…

D: Michela, come è nata questa grande passione per il karate e quanto tempo fa?
R: Sin da piccola sono sempre stata un’appassionata di sport. Ricordo che all’età di cinque anni, insieme alla mia famiglia, ne cercavo uno che potesse rappresentarmi. Avendo vicino casa una palestra di arti marziali ed essendo una grande fan di Bruce Lee, ho scelto di fare karate, senza però immaginare l’importanza che avrebbe avuto nel corso della mia vita.

D: Come riesci a conciliare l’impegno che richiede la scuola con quello legato allo sport?
R: Quando due anni fa ho scelto di frequentare il Palmieri, sapevo che non sarebbe stato facile affrontare un liceo così impegnativo. Data comunque la grande importanza che da sempre ricopre per me la scuola, ho sempre cercato di dare il massimo in entrambi gli ambiti. Sono stati anche i professori a venirmi incontro, facendo sì che le ripetute assenze, dovute ai numerosi impegni sportivi, non mi penalizzassero nell’apprendimento.

D: Modestia a parte, potevi ritenere prevedibile l’esito della gara?
R: Sinceramente, se prima di partire mi avessero detto che avrei vinto l’oro ad una gara di tale portata, non ci avrei creduto. Vincendo, ho invece dimostrato a me stessa di poter andare oltre quelli che consideravo i miei limiti. La gara non è cominciata nel migliore dei modi, in quanto l’emozione aveva preso il sopravvento; successivamente, però, acquisendo maggiore sicurezza, ho iniziato a scalare la classifica, posizionandomi al primo posto già durante il secondo round. Nel terzo, determinante per l’accesso alla finale, mi sono scontrata non solo con atlete provenienti da Francia, Stati Uniti, Ucraina, Slovacchia, ma anche con le ragazze della Nazionale Italiana. Quest’ultimo incontro in particolare, dal quale sono uscita vincitrice, mi ha permesso di partecipare alla finale e di conquistare l’oro.

D: Quali obiettivi hai per il futuro?
R: Adesso punto ad entrare nella squadra della Nazionale giovanile e a partecipare al Campionato Europeo, che si terrà in Danimarca nel febbraio 2019.

D: A chi pensi di dover dire “grazie”?
R: Senza dubbio alla mia famiglia, che mi ha sempre sostenuta. A loro devo tutto, perché mi permettono di migliorare e di viaggiare per il mondo, facendo grandi sacrifici per garantirmi tutto ciò di cui un atleta ha bisogno, da un team che mi segue, al preparatore atletico, al maestro di karate, al mental coach e infine al nutrizionista. Io, dal canto mio, cerco di ripagarli rendendoli orgogliosi di me.

D: Consiglieresti ai tuoi coetanei di praticare il tuo stesso sport? Se sì, perché?
R: A mio parere, tutti dovrebbero aver praticato il karate almeno una volta nella vita perché, oltre ad esseresalutare, permette di ricevere un’educazione che poi tornerà sempre utile. Il karate è uno sport di difesa e non di attacco; non è violenza, è controllo e furbizia; karate è saper capire quando è il momento di scappare e quando è il momento di restare a combattere. Il karate è uno stile di vita.

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