Lectio Magistralis al Palmieri

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(di Giorgia Giustizieri) – Le nuove frontiere della terapia genica approdano al Liceo Classico e Musicale “Giuseppe Palmieri” grazie al professor Paolo Fiorina.

Ricercatore di fama mondiale per Dopo essere riuscito a curare il diabete di tipo 1 nei topi, grazie all’utilizzo di cellule staminali, Fiorina regala agli studenti una lectio magistralis che riunisce nell’atrio del liceo leccese l’intera comunità scolastica, nonché numerosi medici e ricercatori provenienti da tutto il Salento.

Presentato dal dott. Donato De Giorgi, presidente dell’Ordine dei Medici di Lecce, il professor Fiorina dà inizio al suo discorso mostrando alla platea una foto emblematica, il disegno del piccolo Gabriele di Pisa. Il bambino nel 2004, dopo aver assistito all’intervista fatta al ricercatore da Piero Angela nella trasmissione SuperQuark, manda al professore un disegno di se stesso, composto dai pezzi di un puzzle, con su scritto “Mi manca un pezzo”. Quel pezzo è il suo pancreas.

Gabriele, come altri diciottomila bambini e adolescenti in Italia secondo i dati SIEDP, è affetto da diabete di tipo 1. È così che il disegno di un bambino carico di speranza verso il futuro, diventa il simbolo del centro “La casa del Diabete” a Milano.

Fiorina continua poi a raccontarsi al pubblico non solo attraverso i risultati dei suoi studi sulle cellule staminali, ma soffermandosi sulla propria esperienza personale e, soprattutto, sui dati della ricerca scientifica messa in atto.

La carriera del professor Paolo Fiorina è lunga e costellata di tappe importanti e prestigiose. Ben 19 anni dedicati alla formazione con l’aggiunta della professorship ad Harvard e la cattedra a Milano. Seguono numerosi premi e la nascita nel 2017 del Centro di Ricerca Pediatrica “Romeo e Enrica Invernizzi“, per merito della generosa e illuminata donazione della fondazione Invernizzi. Obiettivo primario è quello di individuare le cause genetiche della malattia , prevenendone l’insorgere , intervenire sulle complicanze e sviluppare nuove teorie di sostituzione cellulare per arrivare ad applicare nuove tecnologie.

Il percorso è lungo, ma ricomincerei anche domani mattina” afferma il ricercatore, aggiungendo in materia di formazione che  “l’internazionalizzazione è una necessità, non si può immaginare una carriera fissa nello stesso posto”. Si tratta soltanto di uno dei numerosi e preziosi consigli dati agli studenti del Liceo “Palmieri“, ai quali Fiorina raccomanda soprattutto di restare concentrati sul proprio percorso e di non lasciarsi mai distrarre. “Dimentica tutto, siediti, studia e fai qualcosa di grande” è stata la prima frase detta al professore una volta arrivato a Boston. Una motivazione che senz’altro è diventata uno sprone decisivo per lo sviluppo dei suoi studi e delle sue ricerche.

“Dimentica tutto…” un’espressione apparentemente penalizzante, ma che rafforza in lui quello spirito di sacrificio e abnegazione che solo un progetto sacro come trovare la cura per una malattia della gravità del diabete di tipo 1 può accendere. Νon è esagerato affermare che la presenza di una personalità straordinaria come quella del professore Paolo Fiorina rappresenta un’opportunità irripetibile, ma in particolare un monito nobile ed autorevole  per la comunità del Palmieri e per l’intero Salento.

Un caloroso ringraziamento va, da parte degli studenti, alla preside Loredana Di Cuonzo, che ancora una volta ha reso possibile l’incontro con una delle anime più coraggiose e delle menti più brillanti non solo d’Italia, ma dell’intera comunità scientifica internazionale. Onore, dunque, al lavoro del professor Fiorina.

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