Emergenza Xylella: la battaglia del Salento

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LECCE (di Mario Venturi) – In tema ambientale una delle principali problematiche che da tempo affligge diversi territori del pianeta, ed in particolar modo, in Puglia, il Salento, è la xylella, un batterio che nella nostra terra si diffonde fra gli alberi di ulivo, causando spesso fra questi un vero e proprio sterminio. Vediamo più nel dettaglio le caratteristiche di tale fenomeno.

La xylella fastidiosa è un batterio che si riproduce all’interno dell’apparato conduttore della linfa grezza della pianta, che è portatrice di acqua e sali minerali. Il microrganismo in questione, dunque, è in grado di indurre pesantissime alterazioni alla pianta ospite, spesso letali. Inoltre, è noto per la sua estrema polifagia, essendo in grado di diffondersi attraverso un gran numero di specie, arrecando di conseguenza ingenti danni a varie coltivazioni agricole. Vi è poi – e qui si giunge al cuore di questo articolo – una sottospecie del microrganismo che è all’origine del Complesso del disseccamento rapido dell’olivo (CoDiRO), una gravissima fitopatologia che ha fatto la sua comparsa nell’agricoltura italiana a partire dagli anni 2008/2010, colpendo in modo pesante gli appezzamenti olivicoli del Salento. L’espansione dei focolai di tale patologia, anche oltre i confini della provincia di Lecce, ha spinto all’adozione di politiche di contrasto con un programma teso all’eradicazione del batterio. Tuttavia, giunti al mese di marzo 2015, a distanza di anni dalle prime manifestazioni, l’espansione del microrganismo in una quindicina di specie diverse ha reso irraggiungibile l’obiettivo di eliminarlo nella provincia di Lecce, lasciando aperta la sola possibilità di un suo contenimento. Tale misura prevedeva sia l’istituzione di fasce geografiche differenziate per intensità delle misure di estirpazione delle piante malate e, in via precauzionale, di quelle sane che si trovino ad una certa prossimità con i focolai, che delle restrizioni alla libera circolazione di centocinquanta specie florovivaistiche prodotte in Puglia nonché alle importazioni di piante vive suscettibili alla xylella provenienti da alcuni Paesi extraeuropei come Honduras e Costa Rica.

Recentemente in Puglia la Giunta ha approvato il Piano di azione 2021, un documento programmatico sulle azioni di contrasto al batterio e sulle modalità di sorveglianza del territorio. Secondo il progetto, fra maggio e ottobre saranno passati al setaccio 240 chilometri quadrati di territorio ed analizzate in laboratorio oltre 200 mila piante, al fine di diagnosticare l’eventuale presenza del batterio nocivo ed impedirne così la proliferazione; inoltre sarà dedicata massima attenzione alla lotta contro la “sputacchina”, il piccolo insetto responsabile del trasferimento del batterio di pianta in pianta. Infatti, l’esperienza degli anni precedenti ha dimostrato che il controllo dei vettori è fondamentale per prevenire l’ulteriore diffusione del batterio.

In conclusione, sembrerebbe che la Puglia stia combattendo in maniera adeguata questo fenomeno che ormai da anni assale le sue piante, preservando dunque la vita di uno dei più significativi emblemi del territorio in questione, l’albero di ulivo.

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