BullisNO

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LECCE (di Sofia Martella) – Non c’è quasi più giorno in cui non si sentano notizie di fenomeni di bullismo, ovvero episodi di prepotenza e violenza soprattutto tra gli adolescenti. Avviene più frequentemente nelle scuole e purtroppo questo fenomeno si può manifestare già dai 10 fino ai 18 anni. All’inizio questi soprusi sono finalizzati ad appropriarsi di merendine o oggetti di un particolare valore per poi aggravarsi fino ad arrivare ad usare le mani, non solo fisicamente ma anche tramite Internet, perciò in questo caso si parlerà di cyberbullismo, attraverso il quale la vittima subisce continue offese fino a perdere la propria autostima.

Con questi atti il bullo vuole essere al centro dell’attenzione e scaricare la propria rabbia (spesso repressa) su individui “più deboli”. Il bullo e la vittima hanno dentro di loro un profondo malessere che impedisce loro di crescere serenamente, ma entrambi lo dimostrano in modo differente.

Il bullo, infatti, tenta di mascherare questo suo stato di angoscia e tristezza, attirando l’attenzione altrui. La vittima, al contrario, si chiude in sé isolandosi dagli altri. Le cause per cui il bullismo si verifica sono, secondo studi recenti, legate all’ambiente sociale in cui si cresce o collegate a fattori genetici, anche troppa disciplina può far insorgere atteggiamenti da teppista. Oltre alla prepotenza del bullo vi sono altri aspetti come l’aggressività, l’impulsività e la scarsa empatia, cioè la poca capacità di comprendere i sentimenti degli altri. Nella vittima si possono rintracciare ansia, insicurezza e pochissima autostima.

Di solito, quando si parla di bullismo si pensa subito alla figura del bullo, dimenticando quella della vittima. Coloro che partecipano, attivamente o passivamente, a questi fenomeni sono attori diversi: i principali sono il bullo, (bambino/a o adolescente aggressivo nei confronti di coetanei o adulti, con necessità di prevalere sugli altri) e la vittima (bambino/a o adolescente timida, insicura con scarsa autostima che ha un’opinione riprovevole su di sé valutando negativamente le loro capacità). Oltre a queste due figure principali sono presenti anche soggetti esterni, ovvero ragazzi non coinvolti direttamente ma spettatori di questi atti di violenza, spesso soliti a incitare il bullo, realizzando anche dei video, ignorando e deridendo la vittima.

Nei fenomeni di bullismo sono considerati vari aspetti, quali l’intenzionalità nel far male fisicamente o psicologicamente a qualcuno; la prepotenza del bullo mediante i diversi attacchi fisici o verbali; la sistematicità nel ripetere gli attacchi nel tempo e asimmetria di potere, cioè il bullo è considerato forte e la vittima debole.

I bulli dimostrano poco interesse per la vittima giustificandosi dicendo che tutto ciò che fanno è causa delle provocazioni di quest’ultima ritenendo che “se le meritava”, mentre la vittima fa ricadere tutta la colpa su sé stesso. Inoltre, per entrambi non è facile esprimere le emozioni positive e sono, nella maggior parte dei casi, ragazzi in difficoltà, anche se per cause differenti. Infatti, il voler prevalere sugli altri, da parte del bullo, e l’essere insicuri, da parte della vittima, costituiscono i sintomi di disagio psicologico e di disadattamento sociale che porteranno a far diventare i bulli adulti asociali, mentre le vittime a cadere in stati di depressione, isolandosi completamente dalla società.

Oltre al bullismo che tutti conosciamo, cioè quello maschile, esiste anche la forma del bullismo al femminile purtroppo in aumento, che sta per raggiungere i livelli di quello maschile. Questo fenomeno, presente anch’esso soprattutto nelle scuole, inizia all’età di 9/10 anni per poi aggravarsi nella scuola secondaria di primo grado. Le bulle sono più difficili da individuare, perché colpiscono maggiormente sul piano psicologico, senza però escludere quello fisico: emarginano le vittime schernendole, anche per motivi di gelosia. Questa profonda sofferenza porta la vittima a chiudersi in sé stessa, a soffrire di false patologie, ad avere poco interesse per la scuola o addirittura rifiutarla.

Per contrastare il bullismo sia maschile, che femminile bisogna prima di ogni altra cosa che i ragazzi e le ragazze ne parlino con la famiglia e comincino a prendere posizioni di difesa, avendo anche più amicizie in modo tale da contrastare il bullo. Serve anche che gli adolescenti facciano attività come boyscout, oppure che facciano parte di un coro per avere più punti di riferimento senza limitarsi al gruppetto di amici della scuola.

Questo argomento è frequentemente trattato nelle scuole, nel mondo della televisione e soprattutto nei libri. Un esempio lampante è il romanzo Io, bullodi Giusi Parisi. Questo testo racconta la storia di Alessandro, un ragazzo di tredici anni che vive in una delle periferie più difficili di Palermo. L’arresto del padre, accusato di omicidio, e il simbolico passaggio al ruolo di capofamiglia lo segnano profondamente. Sempre pronto ad infiammarsi, in classe si sente il padrone di tutto e di tutti, non rispettando le regole. Insulta i compagni, specialmente più deboli, con l’appoggio dei suoi amici di sempre, appropriandosi delle cose altrui e distruggendole per divertimento. Ha un atteggiamento spaccone e quasi nessuno osa contraddirlo. Un giorno, però, mette a repentaglio la vita di un compagno e tutto cambia. Il romanzo affronta il tema del bullismo da un punto di vista particolare: quello del bullo. La storia evidenzia i pensieri e le difficoltà del protagonista, avvicinandolo al lettore, mostrando come l’unico vero antidoto agli abusi dei bulli sia indagare sull’origine del loro malessere e, al contempo, l’aiuto nel far loro comprendere le conseguenze delle loro azioni.

Però, non è solo la letteratura si interessa a questo argomento, bensì anche il mondo virtuale. Un nuovo aggiornamento di Instagram, infatti, ha introdotto un’emoticon a forma di bocca, colorata di viola e rosa, dalla quale fuoriescono dei cuoricini. Lo stickers, ormai molto usato nelle stories degli utenti della popolarissima app, serve dunque a sensibilizzare su tale piaga, ovvero il bullismo. Cliccandoci su apparirà un messaggio rivolto agli utenti: Instagram ha preso una posizione contro il bullismo online. Quello che le persone dicono online può ferire nella vita reale. Aiutaci a mantenere Instagram un luogo sicuro usando questo adesivo per contrastare il bullismo, sostenere un amico o diffondere positività su Instagram”.

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