ALL’INIZIO E ALLA FINE DI UN PERCORSO: DUE STUDENTI A CONFRONTO

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LECCE – (di Lucrezia Grande e Sara Margiotta) – Cosa accadrebbe se si mettessero a confronto due studenti: uno del primo anno, l’altro dell’ultimo? Con questa intervista vogliamo mostrare come cambi il pensiero di chi inizia e conclude un percorso scolastico, mettendo in evidenza i risultati della crescita; il tutto attraverso le testimonianze reali di due alunne del Liceo Classico “G. Palmieri“: Giulia Della Bona (A), di 14 anni, e Giulia Pollice (B), di 18 anni.

Ricordi il primo giorno di scuola? Come ti sentivi?

A) Nonostante l’emozione, ero piuttosto tranquilla.

B) La mia è una storia un po’ buffa: quando sono arrivata non c’era nessuno, poi ho scoperto che la scuola in realtà sarebbe iniziata il giorno dopo! Ero molto in ansia, perciò quest’avvenimento mi ha reso, in un certo senso, pronta per affrontare il primo vero giorno.

La prima cosa che hai pensato vedendo l’edificio?

A) Che sarebbe stata la mia casa per i prossimi cinque anni.

B) Pensavo fosse un labirinto, con così tante aule e corridoi

Perché hai scelto il liceo classico?

A) Perché è il mio sogno da quando ero in prima media. Mi piacciono le materie umanistiche, mi affascina soprattutto il greco.

B) Perché volevo fare la giornalista e mi piacevano le materie umanistiche. Inoltre non volevo una scuola che mi indirizzasse verso un unico settore, ma una che mi preparasse a tutto.

Le tue aspettative si sono rivelate vere?

A) Mi aspettavo professori più severi, per il resto sì.

B) Sì, ho ottenuto le competenze che volevo.

Descrivi la scuola con un aggettivo.

A) Impegnativa.

B) Complessa: richiede tanto impegno, che viene tuttavia ripagato con una versatile capacità di risolvere i problemi.

Cosa ti piace e cosa non ti piace della tua scuola?

A) Mi piacciono i professori, i collaboratori scolastici e le macchinette del cibo; queste ultime sono la mia salvezza! Non mi piacciono i bagni, non sempre attrezzati, e che ad oggi non sono mai entrata in un laboratorio.

B) Mi piacciono le opportunità che offre e le iniziative che promuove. Non mi piace quella malsana competizione che a volte si instaura tra gli studenti e che il Liceo Classico possa risultare eccessivamente snob.

Cosa pensi del latino?

A) Mi affascina come lingua e mi è utile in altre discipline, come ad esempio il diritto.

B) Il latino ho saputo apprezzarlo con il passare del tempo. In particolar modo amo la letteratura latina perché, nonostante gli anni che passano, è sempre attuale.

E invece del greco?

A) Il greco è molto bello, a mio parere più del latino, anche se più complicato.

B) Lo preferisco al latino, anche se è più difficile. Gli autori greci offrono numerosi spunti di riflessione.

Quanto tempo dedichi allo studio il pomeriggio?

A) All’incirca tre ore.

B) Non tanto, come invece si potrebbe pensare, perché ho imparato a conciliare tutti gli impegni. Ho studiato molto i primi anni, ma una volta interiorizzato il metodo di studio, è tutto in discesa.

Che rapporto hai con i tuoi compagni di classe?

A) Non ho stretto ancora un rapporto solido con tutti, ma ho comunque fatto nuove belle amicizie.

B) La mia classe è fantastica! Siamo pochi, ma molto uniti.

Quanta importanza hanno per te le assemblee di istituto?

A) Sono importanti, interessanti e permettono di fare nuovi incontri.

B) Le assemblee di istituto sono una straordinaria opportunità per informarsi e confrontarsi con tutti gli studenti della scuola e non solo con quelli della propria piccola aula. Tuttavia andrebbero sfruttate meglio.

Che consiglio daresti a coloro che intendono iscriversi alla tua stessa scuola? 

A) È una scuola impegnativa, bisogna avere tanta voglia di studiare e impegnarsi giorno per giorno.

B) La consiglio, perché è una scuola dalla quale si esce con una sensibilità maggiore, anche verso le cose apparentemente banali. 

Rifaresti questa scelta? 

A) Sì, tuttora mi affascina come il primo giorno.

B) Sì, certamente. 

Come immagini il tuo futuro? 

A) Non lo so, non ho le idee chiare, in questo momento vorrei fare tutto!

B) Vedo il mio futuro ben chiaro: vorrei intraprendere la carriera di medico, per poi diventare un medico senza frontiere. In ogni caso vorrei rendermi utile e fare qualcosa di importante per aiutare gli altri. 

Come emerge da questa intervista doppia, possiamo notare che con l’aumentare dell’età, aumenta anche la consapevolezza della scelta compiuta. Gli anni di studio consentono di acquisire un’attenzione più acuta e responsabile non solo verso la realtà in cui viviamo, ma anche nei confronti di noi stessi.

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