Scandalo Weinstein: si divide il fronte delle donne

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LECCE (di Ilaria Frigelli e Martina Marzo) – “Disgustose, ripugnanti, contrarie ai princìpi dell’Academy e della comunità creativa che essa rappresenta“. Tale è il giudizio dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, associazione che si occupa dell’organizzazione della cerimonia degli Oscar, rispetto alle accuse di molestie sessuali rivolte ad Harvey Weinstein. Numerose le testimonianze a supporto delle attrici che hanno trovato il coraggio di denunciare il produttore cinematografico hollywoodiano, ma non tutti si sono schierati dalla stessa parte. Tra i casi più clamorosi c’è infatti la lettera sottoscritta da cento donne francesi, tra cui l’attrice Catherine Deneuve.

Le firmatarie si sono scagliate contro la “caccia alle streghe” scoppiata a Hollywood in seguito allo scandalo Weinstein, temendo che tutti gli uomini siano considerati alla stregua di violentatori, senza alcuna possibilità di controbattere alle accuse.

Noi difendiamo la libertà di importunare, indispensabile alla libertà sessuale […] siamo abbastanza mature per ammettere che la pulsione sessuale è per sua natura offensiva e selvaggia, ma siamo anche sufficientemente accorte per non confondere il corteggiamento maldestro con l’aggressione sessuale“. Così recita la lettera, che ha suscitato, però, la pronta reazione dell’opinione pubblica sul web e delle femministe.

Durissima in particolare è stata la risposta di Caroline De Haas, accesa sostenitrice delle posizioni a favore delle donne molestate, che ha così replicato: “Le firmatarie della tribuna su Le Monde sono per la maggior parte delle recidive in materia di difesa di pedo-criminali o di apologia dello stupro”. Le femministe che hanno risposto alle cento firmatarie hanno, peraltro, insistito su quanto tale intervento sia in contrasto con la battaglia per l’emancipazione femminile, ribadendo che in tutto il mondo ogni giorno le donne vittime di stupri e molestie aumentano progressivamente.

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