ADDIO A LIDIA MENAPACE

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LECCE (di Valentina Anglani) Il covid porta via una delle più importanti figure sociali. Lidia Brisca, in Menapace, nata il 9 aprile del 1924, in un’intervista aveva dichiarato che la Resistenza le aveva insegnato a superare le paure e proprio con questo spirito ha affrontato il covid fino al suo ultimo momento di vita.

Antifascismo, democrazia, pace, uguaglianza e democrazia, sono solo i principali valori che ha voluto trasmettere nel corso della sua esistenza, vissuta all’insegna dell’impegno politico e civile. È stata una delle prime attiviste femministe che si è concentrata sull’importanza del linguaggio sessuato come strumento fondamentale contro il sessismo.

Da giovanissima ha partecipato come partigiana alla Resistenza durante la seconda guerra mondiale. Assume ben presto un ruolo di primo piano e finita la guerra continua ad essere attiva politicamente e socialmente. Si laurea all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano e poi si trasferisce a Bolzano dove, nel 1964 diventa la prima donna esponente della Democrazia Cristiana nel consiglio provinciale.

Durante la fine degli anni 60 all’interno della Democrazia Cristiana iniziano a modificarsi alcuni ideali e questo porta Lidia Menapace ad allontanarsi da esso per aderire al partito Comunista Italiano e nel 2006, in seguito alla sua candidatura per Rifondazione comunista, viene eletta senatrice.

La sua morte è stata una grave perdita per tutta la comunità, ma certamente gli ideali per cui ha combattuto durante tutta la sua vita continueranno a sopravvivere.