PANKRATION: DALLA GRECIA ANTICA…..

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……….ALLA RECENTE VITTORIA DELLA SQUADRA SALENTINA

 Che cosa è il Pankration? E’ uno sport di “contatto”, cioè un mix di lotta e di pugilato tra atleti preparati e specializzati nelle tecniche e nelle prese di cui questa disciplina si compone. Qual è la sua patria? Tale competizione sportiva, ammessa ufficialmente ai Giochi olimpici nel 648 a.C., è nata nell’antica Grecia come si evince dalla sua etimologia. Infatti il termine in greco antico ‪significa ‘tutta forza’, da pân ‘tutto’ e krátos ‘potere, forza’, ad indicare che il lottatore utilizzava tutta la sua forza e tutte le parti del corpo, con ogni tecnica a mano nuda ammessa, per sconfiggere il suo avversario.  Quali erano le originarie regole di gioco? Tutte le tecniche erano ammesse, tranne il mordere e l’accecare, azioni punite severamente con frustate dall’arbitro o dall’allenatore di turno. Il fascino di tale disciplina consisteva nelle insolite prese, nei vigorosi colpi di potenza e nella spettacolarità del combattimento a mani nude. Non c’erano né round né limiti di tempo. Si combatteva fino alla resa di uno dei due avversari (per cedimento, per il classico KO o dichiarata dallo stesso atleta). Gare e allenamenti si svolgevano in uno spazio con sabbia predisposto nello stadio o nella palestra per attutire le cadute e dare maggior stabilità nelle tecniche effettuate in piedi. Durante le antiche Olimpiadi c’era l’abitudine di combattere sotto il sole cocente a metà della giornata e la calura estiva metteva a dura prova anche gli atleti più forti. Per contrastare scottature ma anche per tutelare la pelle da abrasioni ed escoriazioni dovute alle prese e alle pressioni della lotta erano usati in grandi quantità olii essenziali che, poi, venivano eliminati negli spogliatoi con l’uso dello strigile (un arnese di metallo a forma ricurva). Chi vinceva la singola competizione veniva adulato come una divinità oltre a ricevere un meritato compenso economico. Nella primaria forma di combattimento venivano coinvolti solamente due atleti, successivamente furono instituiti altri tipi di scontri. Ad esempio il polydamas prevedeva uno scontro tra tre atleti, armati rispettivamente di coltello, spada e lancia, e un quarto atleta che doveva difendersi.

 

E oggi quali caratteristiche ha il Pankration? Al momento della nascita delle Olimpiadi moderne venne discussa la possibilità di integrare il pankration tra le discipline dei giochi ma lo stesso Pierre de Coubertin, fondatore dei giochi olimpici moderni, si disse contrario all’introduzione di tale sport ritenuto fin troppo violento. La Federazione Mondiale si sta adoperando per inserire il Pankration nuovamente tra le discipline olimpiche. Finora è stato proposto come sport dimostrativo solo nelle olimpiadi del 2004 di Atene. La forma moderna di Pankration è inserita nelle discipline lottatorie che prevedono campionati mondiali, internazionali e nazionali. Rappresenta la forma di combattimento a contatto pieno più completa e vicina ad un confronto reale, infatti viene utilizzata come addestramento per la difesa personale e nei corpi militari di molte nazioni. Oggi il pankration si basa su tecniche a distanza (calci e pugni), tecniche di corpo a corpo (gomitate, ginocchiate, proiezioni, leve) e tecniche di combattimento al suolo (immobilizzazioni, leve, strangolamenti, pugni, gomitate e ginocchiate) ed è perciò un combattimento totale (rispettando sempre l’incolumità dell’avversario).

Attualmente, quindi, tale sport ha perso la sua originaria violenza a vantaggio di un esercizio sportivo e di uno scopo puramente educativo (migliore conoscenza di sé, importanza del controllo di mente e corpo, accettazione delle regole, rispetto dell’avversario). In ambito nazionale le gare vedono affrontarsi molteplici società, ognuna delle quali presenta una stretta cerchia di atleti.
Qual è stato l’ultimo evento mondiale di Pankration?
E’ stato il World Championship 2016, si è tenuto a Eboli, in provincia di Salerno, e ha visto trionfare ancora una volta la squadra salentina del C.S. Athlon Lecce ai vertici mondiali tra oltre 1200 atleti provenienti da sessantotto nazioni. In totale sono state conquistate 6 medaglie d’oro, 3 argenti e 8 bronzi.

A cura di Riccardo Candido

Diego Martino

 Ludovico Chiriacò