Lunga vita, origine ignota

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LECCE (di Mario Venturi) – Nonostante sia trascorso ormai più di un anno dall’inizio dell’epidemia da Covid-19, le sue origini sono ancora incerte. Infatti gli scienziati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), pur avendo avuto accesso a diverse informazioni, non sono ancora riusciti nell’intento di determinare le origini della malattia. Sono state dunque formulate tre ipotesi. Vediamole nel dettaglio.

1) Dagli animali all’uomo: da diversi anni si stanno tenendo d’occhio alcuni virus che colpiscono gli animali e che, in linea teorica, potrebbero causare nuove malattie anche nell’uomo. Tali virus, infatti, possono andare incontro a mutazioni che li rendono capaci di infettare la specie umana e di essere diffusi in quest’ultima. Fra gli animali coinvolti, però, non tutti hanno lo stesso ruolo, ma sembra che alcuni di essi, i quali hanno agito come “serbatoio iniziale”, l’abbiano trasmesso ad altri animali più vicini all’uomo che a loro volta l’hanno trasmesso a quest’ultimo. Tale fenomeno è definito salto di specie.

2) I cibi surgelati provenienti dal Nord: una seconda ipotesi è quella che il virus si sia diffuso a causa di alimenti surgelati provenienti dall’estero, per esempio il salmone in arrivo dai Paesi del Nord. L’idea alla base di questa teoria ipotizza che i cibi surgelati siano stati contaminati durante la loro preparazione da persone infette, in Paesi diversi dalla Cina. La surgelazione avrebbe poi preservato il virus, che si sarebbe successivamente diffuso dopo lo scongelamento degli alimenti a Wuhan. Non esiste, però, alcuna prova scientifica che il Sars-Cov-2 possa trasmettersi da alimenti congelati all’uomo; di conseguenza tale teoria non è stata largamente presa in considerazione.

3) Una “fuga” dal laboratorio: la terza e ultima ipotesi prevede che il virus sia stato prodotto artificialmente e che sia poi “fuggito” da un laboratorio. Infatti, a Wuhan è presente un istituto di virologia che da anni effettua studi sulla possibile trasmissione di virus da animali selvatici all’uomo. Per il momento, però, non esistono prove di tale teoria.

Dalle indagini condotte dagli esperti si può affermare che l’ipotesi più accreditata sia la prima. Concentrando le ricerche su quest’idea, si dovrebbero analizzare tutti i Coronavirus presenti negli animali sotto indagine, fino a trovare quello che ha infettato l’uomo. Fra i più sospettati vi sono i pipistrelli e il pangolino (un raro mammifero usato nella medicina tradizionale cinese), nonché i conigli, venduti al mercato di Wuhan. Quest’ultimo, infatti, è considerato un possibile epicentro del virus. Attualmente, comunque, non ci resta che attendere.

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