I murales: scontro diretto con l’arte

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LECCE – (di Sofia Martella) – Quando pensiamo ad un’opera d’arte ci viene subito in mente un bel quadro, perché secondo gli stereotipi che ci sono stati inculcati sin da bambini, la vera arte è rappresentata da immagini dipinte su tela. Ma è tempo di dire basta a questi stereotipi di genere, perché la vera arte si trova anche… sui muri.

I murales nascono in Spagna, più precisamente in Messico, dopo la rivoluzione messicana del 1910. Con il muralismo artisti come Diego Rivera, Josè Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros a differenza delle tradizionali tecniche di pittura e i soliti strumenti, preferiscono utilizzare vernici per automobili colorando il cemento con l’aerografo o mosaici di lastre percolate. Il movimento muralista produce opere destinate al popolo, in quanto dipinge lotte sociali, aspetti della storia messicana e sentimenti nazionalisti. Nel 1930 il muralismo iniziò poi a diffondersi anche in Argentina, Perù, Brasile e Stati Uniti.

La pittura murale può essere realizzata con diverse tecniche, come l’affresco, creato dipingendo con pigmenti stemperati in acqua su intonaco fresco. Soggetti dei murales possono essere spesso raffigurazioni allegoriche ispirate a motivi e ideali politici.

Dai murales si sviluppano poi altre forme di arte sui muri, come i graffiti-writing; l’aerosol-art, la street art e i tag, che sono in origine le firme del graffitista. Si chiama bombing la tendenza a scrivere tag dappertutto.

I Graffiti Writing nascono, come dice il nome, da scritte, in origine firme. Si tratta di un fenomeno giovanile, caratterizzato da incessanti azioni di ragazze e ragazzi decisi ad imporre i propri pseudonimi all’interno dei contesti urbani. Il “writing” nasce a Filadelfia nei tardi Anni ’60 e si sviluppa a New York negli Anni ’70.

L’Aerosol-Art nasce subito dopo il Graffiti Writing. Utilizza delle bombolette spray con applicazioni pittoriche aerografiche. Dapprima ha arricchito di significato le scritte graffiti connotandole e rendendole più appetibili al pubblico. Successivamente, ha trovato una propria indipendenza e dignità artistica.

La Street Art (in italiano Arte di Strada) è il nome dato a quelle forme d’arte che si manifestano in luoghi pubblici, spesso illegalmente, con le tecniche più disparate: spray, sticker art, stencil, proiezioni video, sculture e via dicendo. Intorno all’anno 2000 in Europa si assiste ad una svolta artistica e creativa per le strade: numerosi artisti abbandonano l’etnocentricità del movimento del writing, a favore di una comunicazione di massa e il coinvolgimento del pubblico ai loro interventi che sempre più spesso diventano delle vere installazioni temporanee e arte in movimento.

In Italia, negli Anni 2000, sono sorte due scuole, una a Milano e l’altra Bologna per gli appssionati di questo tipo di arte. Quella del capoluogo lombardo si concentra su un aumento degli interventi per intercettare un pubblico più vasto.

La bolognese ha sviluppato, invece, uno stile più monumentale e concentrata su vecchie fabbriche e aree metropolitane dismesse.

Esiste però ancora un grande tabù sulla street art. C’è chi la giudica vandalismo contro chi la considera vera arte. Il confine tra arte e vandalismo è stato illuminato più volte da artisti di fama mondiale, come Haring, Banksy, Blu e molti altri. Nessuno però si permette di etichettarli come vandali, perché i loro disegni sono considerati opere d’arte che spingono a riflettere sulle problematiche e sui successi della società. Mentre ragazzi e ragazze che si immergono in questo mondo, realizzando anch’essi capolavori, vengono accusati di infangare mezzi ed edifici pubblici, nonostante molti di questi artisti rispettino i pezzi storici che caratterizzano una città e altri, al contrario, si nascondono dietro questi artisti imbrattando muri e reperti storici incuranti del danno che causano.

Bisogna però capire che ogni artista, praticando street art, esprime i suoi pensieri e le sue riflessioni basate su motivazioni concrete. Il loro desiderio di dipingere luoghi pubblici, con bombolette spray e colori brillanti, ha come obiettivo principale quello di liberare l’uomo dai modelli consumistici di una società che preferisce diffondere l’arte con cartelloni pubblicitari, riviste, disciogliendo la propria immaginazione a qualcosa di più grande e più bello.

Quindi, street art o graffiti, in qualunque modo preferiate chiamarli, sono una forma d’arte presenti sui muri di molte città. Sono un mezzo d’espressione forte e immediato, che ha un grande impatto sul mondo che non è altro che una tela per la nostra immaginazione.