Dall’11 settembre a Ground Zero

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LECCE – Dopo il disastro avvenuto l’11 settembre 2001, molti enti nazionali americani si incontrarono per decidere come muoversi in futuro, non solo dal punto di vista politico, ma anche per ristabilire l’immagine di sicurezza ed imponenza persa con la caduta del simbolo della potenza statunitense a livello mondiale. Con la caduta delle Torri Gemelle e dell’edificio 7 gli USA non perdevano solo il proprio fulcro economico, ma tre fiori all’occhiello dell’architettura mondiale.

La difficoltà di rialzare il glorioso nome americano era alta, e diversi progetti furono respinti prima di quello attuale, che fu presentato nel 2005 e promosso con fervore. I due progetti furono bocciati soprattutto per il limite di numero di piani utilizzabili, imposto dagli architetti e dagli sviluppatori perché preoccupati per un futuro attacco terroristico. Il progetto definitivo per la “Freedom Tower” fu presentato e prevedeva un grattacielo alto 1776 piedi (numero non casuale, essendo l’anno dell’indipendenza americana, fortemente voluto per mostrare la potenza e l’orgoglio americano che si sarebbero riaffermati con questo nuova impresa architettonica). Fu scelto un rivestimento in pannelli di acciaio inox e vetro, in modo da riflettere la luce e creare dei suggestivi giochi di riflessi. Di certo i vetri danno un’immagine più moderna e open-mind rispetto ad un palazzone di cemento armato, e quindi sono perfetti per rappresentare la fierezza e il libero mercato a stelle e a strisce.

Ma il nuovo grattacielo non è l’unico edificio che ha rimpiazzato le ormai scomparse Twin Towers. Ground Zero, da area apocalittica dopo l’11 settembre, si è trasformata per una seconda volta in un centro economico che allo stesso tempo attrae milioni di turisti. Le basi delle due torri crollate sono state sostituite dal “Memorial”, ovvero enormi vasche delle quali non si vede il fondo, e sono decorate con tutti i nomi delle persone decedute quel fatidico giorno di inizio autunno. I sette edifici del vecchio WTC sono stati sostituiti da nuovi grattacieli all’avanguardia, e tuttora alcuni sono in costruzione. Ma oltre a questi immensi palazzi, colpisce subito la raffinata bellezza del “Museum”, nel quale modernità e ricordo del passato si uniscono e creano un brivido di stupore e angoscia.

In un luogo dove ancora persiste un alone di tristezza, preoccupazione, sgomento e mistero, si incomincia ad intravedere un barlume di speranza per un futuro migliore.