Corpi celesti: terrore o spettacolo?

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LECCE (di Valentina Anglani) Il 29 aprile 2020 l’asteroide 52768 sfiorerà la Terra. La NASA smentisce il rischio di un impatto, infatti il termine “sfiorerà” deve essere considerato in termini astronomici, la distanza sarà quindi di 6 milioni di kilometri, ovvero sei volte la distanza Terra-Luna. Se questo gigantesco asteroide, dell’estensione di 1.7 a 4 kilometri, dovesse entrare in collisione con la Terra, provocherebbe una devastazione paragonabile a quella che portò all’estinzione dei dinosauri 6.5 milioni di anni fa. Fortunatamente però questo asteroide è monitorato dal 1998 e nonostante la velocità di 8.7 km/h , la probabilità che colpisca la terra nell’arco del secolo è molto bassa.

Da fine aprile al 20 maggio, invece, la cometa Atlas (C/2019 Y4) sarà visibile a occhio nudo anche dall’Italia; attualmente a 150 milioni di kilometri di distanza dalla Terra, continua ad avvicinarsi mostrandosi sempre più luminosa. Sarà visibile un paio di ore dopo il tramonto, in direzione nord-ovest e per vederla occorrerà allontanarsi da fonti di luce artificiali. Il 31 maggio raggiungerà il perielio, il punto più vicino al sole e sarà quindi nuovamente invisibile a occhio nudo. Dalle prime immagini scattate, osservandola tramite telescopi, appare verde, il che mostrerebbe che è formata principalmente da gas e non da polveri e i suoi ghiacci si stanno sciogliendo man mano che si sta avvicinando al sole.

Per gli astronomi studiare la composizione delle comete è come viaggiare nel tempo. Per noi che leggiamo queste informazioni è invece un’occasione per sfruttare questi studi e restare inebriati dal mistero e dal fascino dei corpi celesti.

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