Coronavirus dalla parte dell’ambiente

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LECCE (di Valentina Anglani) Nei primi due mesi del 2020, l’economia è entrata in crisi, a partire dalla Cina, a causa dell’epidemia coronavirus. Secondo le immagine diffuse dalla NASA, questo ha portato ad una netta diminuzione della quantità di diossido di azoto rispetto allo stesso periodo del 2019. Ogni anno durante questo periodo festivo l’inquinamento cala, seppur in minore quantità, ma riprende appena ricominciano le attività.

Il diossido di azoto è infatti prodotto dai veicoli a motore, dalle centrali elettriche e dagli impianti industriali; non a caso la sua riduzione è avvenuta in concomitanza con le misure restrittive applicate dal paese in seguito alla quarantena di milioni di persone. È la prima volta che un calo così imponente è legato ad un singolo evento in un’area così vasta, come fa notare Fei Liu, ricercatrice del Goddard Space Flight Center dell’agenzia spaziale statunitense. Una crisi di tale livello industriale non accadeva dal 2008, quando il processo seppur grave è stato più graduale.

Questa terribile epidemia ha portato quindi anche qualcosa di buono e fruttuoso per l’ambiente, si spera che quando tutto sarà finito l’uomo sia in grado di mantenere un livello di immissioni inferiore rispetto agli ultimi anni e non ci sia bisogno di una nova ondata di virus a danno dell’uomo per salvaguardare l’intero pianeta.

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