Storia di Federica in fuga dal terremoto per studiare a Lecce

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LECCE (di Ilaria Guzzardi e Natascha Leone) – “La mattina del terremoto mi trovavo a casa mia, poiché le scuole erano già state chiuse per la tanta neve caduta. Alle 10:15 ho avvertito la prima forte scossa. Terrorizzata, ho chiamato i miei genitori che, appena possibile, sono tornati dal lavoro; è stato così che, tutti insieme, abbiamo avvertito la seconda scossa e allora abbiamo subito deciso di prepararci per evacuare l’abitazione e dirigerci verso l’Università, il centro antisismico più vicino a noi”. A parlare è Federica Carluccio, una ragazza originaria di Teramo, che ha frequentato il Liceo Classico e Musicale ”G. Palmieridi Lecce per circa un mese. Venute a conoscenza che una ragazza proveniente dai territori martoriati dalle continue scosse telluriche stesse frequentando il nostro istituto, la voglia di intervistarla è stata irrefrenabile.

Dopo aver individuato la sua classe, interrotto la lezione di matematica ed esserci presentate, abbiamo ottenuto il consenso telefonicamente dalla madre per poterle fare eventuali foto e rivolgerle alcune domande. Sin da subito abbiamo voluto sottolineare gli stati d’animo della ragazza chiedendole di raccontarci la giornata del 18 gennaio scorso. Abbiamo chiesto a Federica se avesse ricevuto aiuti pratici ed ha affermato che l’Esercito Italiano aveva messo a disposizione alcune brandine grazie alle quali lei e i suoi genitori sono riusciti a passare la notte dignitosamente.

Ovvio chiedere alla studentessa ospite come mai si trovasse a Lecce; il motivo principale è legato al problema-scuola poiché, tra neve e scosse, aveva già perso un mese di lezioni, ma era palese la sua difficoltà nel vivere a Teramo, in quelle condizioni, avendo perso l’abituale sicurezza. Federica ci ha raccontato che non si sarebbe mai aspettata di riuscire a frequentare le lezioni considerando che, con la sua scuola dichiarata inagibile, ottenere il nullaosta diventava impossibile, ma grazie all’intervento della Preside del Liceo “Palmieri”, Loredana Di Cuonzo, è riuscita ad iscriversi all’istituto regolarmente.

Tra una chiacchiera e l’altra, ha espresso la sua gioia nell’aver ritrovato la serenità all’interno di una nuova scuola anche se lontana da casa e dai genitori; sentendosi parte di una piccola, ma grande famiglia che è quella del liceo classico leccese. In ultimo, abbiamo voluto dare spazio alle considerazioni di Federica riguardo la situazione nella quale si era trovata lei e tante altre persone. È stata alquanto evidente la sua forte indignazione verso il sottostimato pericolo degli Enti governativi per la presenza di edifici particolarmente vulnerabili in zone dichiarate altamente sismiche e mai adeguatamente ristrutturati. Per questa ragione, abbiamo voluto dare voce ad una nostra coetanea involontariamente catapultata in una realtà più grande e complicata di lei, che ci ha aiutato a capire da vicino cosa significhi davvero convivere col terremoto.