Sperando in un’aria più pulita

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LECCE (di Mario Venturi) Con l’elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, probabilmente assisteremo ad una maggiore attenzione nei riguardi di grandi problematiche che da anni si cerca di fronteggiare, come il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici. Questa lotta ha costituito infatti uno dei cardini della campagna elettorale di Biden, il quale ha annunciato di impegnarsi in alcuni progetti completamente trascurati dal suo predecessore Donald Trump.

Biden ha infatti annunciato che entro la fine dei suoi primi cento giorni nelle vesti di Presidente degli Stati Uniti ribalterà le politiche dell’ormai ex-presidente. Il primo passo consisterà nel promuovere il rientro degli Stati Uniti nell’Accordo di Parigi del 2015 (ideale prosecuzione del Protocollo di Kyoto del 1997), nonché il raggiungimento dell’obiettivo nazionale di zero emissioni nette entro il 2050. Per portare a compimento tali progetti, il suo programma propone l’apporto di modifiche nel settore energetico della nazione, stimolando lo sfruttamento di energie rinnovabili (attraverso l’investimento di ben duemila miliardi di dollari e la produzione di veicoli elettrici). Un ulteriore progetto è poi la creazione dell’agenzia federale ARPAC, per dare un concreto sostegno alla ricerca sui reattori nucleari modulari, ritenuti mezzi efficaci per contrastare la problematica in questione.

Da queste iniziative emerge chiaramente che l’attività di Biden nelle vesti di Presidente degli Stati Uniti d’America sarà più fruttuosa rispetto a quella del suo predecessore. Infatti, quest’ultimo ha abbandonato l’Accordo di Parigi del 2015 sul clima e ha manifestato una notevole noncuranza nei confronti del riscaldamento globale e del cambiamento climatico, che ha persino negato contro ogni evidenza scientifica.

Gli impegni presi da Biden lasciano dunque ben sperare che un Paese responsabile del 15% delle emissioni di gas serra annualmente rilasciate nell’atmosfera inizi ad avere maggiormente a cuore la problematica ambientale. In tal modo, infatti, gli Stati Uniti possono, insieme con l’Unione Europea, influenzare anche altre nazioni meno sensibili a tali temi, nel tentativo di creare un futuro sostenibile a livello globale. Pertanto, dopo aver ascoltato le parole, ora non ci resta che aspettare i fatti.

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