Neymar al Psg: una perla del marketing

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LECCE (Erik Bisconti, Alessandro Castriota-Scanderbeg, Pietro Rampino) – Qualche settimana fa è andato in porto l’acquisto più costoso del calcio
mondiale: infatti il PSG, prima squadra di Parigi, ha comprato il cartellino del fuoriclasse brasiliano Neymar per l’esosa cifra di 222 milioni di euro, pari alla clausola imposta dalla sua precedente squadra, il Barcellona. Pur essendo una vicenda “di nicchia”, poiché è un semplice avvenimento sportivo, ha destato i commenti dii na buona parte della popolazione mondiale per l’esorbitante costo in sé (quasi da tutti considerato eccessivo), ma soprattutto perché destinato all’acquisto di un singolo giocatore. Andando oltre tutti i commenti moralisti, a differenza dell’opinione pubblica, noi la pensiamo in maniera differente: ecco perché Neymar può valere 222.000.000 di euro.

Neymar Jr. da Silva Santos, detto O Ney (poiché considerato l’erede di Pelè anche da Pelè stesso), è uno dei giocatori più promettenti e talentuosi del calcio mondiale, solo dietro a due mostri sacri come Messi e Cristiano Ronaldo. Come questi due ed altri celebri sportivi in generale, Neymar può essere considerato, oltre che calciatore, imprenditore di se stesso. Sa bene come comportarsi in diverse situazioni in modo da far colpo sul pubblico appassionato o meno. Giocando con uno stile così allegro, divertente e sontuoso tipico di un calciatore carioca, cresciuto tra povertà, sole e pallone, fa sembrare le sue giocate e le partite professionistiche quasi banali. In campo, tra un’azione e l’altra, ride e scherza con i compagni, e si diverte, come un ragazzino. E proprio quello spirito, unito ad una storia “a lieto fine”, crea il personaggio di Neymar. Infatti non ha mai dimenticato le sue origini, la sua terra, il Brasile dove le opportunità erano e sono scarse tuttora. La fama non gli tolto la genuinità e semplicità, mentre il benessere economico gli ha consentito di aiutare associazioni benefiche per la costruzione di scuole, di linee idriche e di centri sportivi e culturali per ragazzi più piccoli di lui, di pochi anni. Tutto questo fanno di lui un idolo nella sua terra. I brasiliani lo adorano, molto più di quanto gli argentini amano Messi e i portoghesi Cristiano Ronaldo. Non a caso la rivista Time l’ha inserito tra le 100 persone più influenti al mondo.

Tutto questo, unito alle notevoli doti tecniche dimostrate sul terreno di gioco lo rendono un fenomeno destinato ancora a migliorare. I suoi numeri parlano: un buon numero di trofei vinti sia in Brasile che col Barcellona, più di 300 gol in carriera e innumerevoli assist, numeri molto buoni considerando la giovane età e il ruolo (spesso schierato come esterno d’attacco). Fuori dal campionato spagnolo, in cui è in concorrenza con due altri grandi campioni, le sue prestazioni potrebbero essere messe ancor più in risalto. Potrebbe diventare finalmente il numero 1. Questi numeri, nel caso rimanessero tali, sarebbero di grande aiuto per il suo nuovo team, il Paris Saint-Germain, che lo sondava da tempo e che di certo poteva arrivare a spendere molto per il suo cartellino. Il presidente Al-Khelaifi, sceicco qatariota, a capo di fondi statali del Qatar, ha ritenuto un affare il trasferimento di Neymar (che non consiste solo nella clausola, ma anche del contratto presentato al giocatore, pari a 30 milioni annuali, e a 40 milioni al padre in quanto procuratore del figlio) e spera vivamente che ciò permetta al suo club di fare il gran salto nell’Olimpo del calcio e non solo.

Il tornaconto che si avrà da questo enorme acquisto sarà alto, e molto probabilmente frutterà una plusvalenza, nell’arco di qualche anno. Basti pensare quanto saranno alti i proventi da ogni fonte di guadagno, dal merchandising agli sponsor fino ai diritti d’immagine. Nel primo giorno di vendita della maglietta con la scritta sulla schiena NEYMAR 10 sono state registrate vendite oltre i 10mila capi, per un valore superiore al milione di euro. In un solo giorno, i vari sponsor che già hanno contratti col giocatore (Claro, America Movil, Pokerstars, Gillette, Guaranà Antarctica, Konami, Volkswagen, Lupo, Panasonic e molti altri ancora) potrebbero stipulare degli accordi di sponsorizzazione con la società. Per non parlare dello stato del Qatar, che ha stipulato un accordo (mediato dal presidente del PSG in quanto qatariota anch’egli) col giocatore che diventerà testimonial dei Mondiali di Calcio che si svolgeranno proprio in Medioriente nel 2022.

Insomma, fatti i conti in tasca (anche se le polemiche per aver aggirato il Fair Play Finanziario sono innumerevoli), in prospettiva ci sarà un guadagno notevole. Un’accoppiata tra un gioiello del calcio globale e un club prestigioso e ricchissimo con grandi ambizioni da soddisfare. Un connubio di denaro e classe che hanno già scritto la storia di questo sport dal punto di vista economico e che potrebbero farlo anche sul campo. Un rischio notevole, ma dopotutto, chi non rischia non potrà mai tentare di vincere.

 

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