La riforma degli esami di maturità: cosa cambia nel 2019

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(di Andrea Tundo) – Su stessa ammissione di molti esponenti del Pd, la riforma della “buona scuola”, che di buono aveva solo il nome, si è rivelata un flop. Nessuno degli intenti dei promotori è stato raggiunto, né è stato lontanamente recepito da parte della comunità scolastica. Le direttive si sono spesso rivelate confuse e ciò ha portato a percepire un’aria nuova a scuola, ma non a capire cosa realmente sia cambiato.

In ogni caso, le proteste prolungatesi per alcuni anni da parte di professori e studenti, pur non portando all’annullamento della riforma, sembravano aver lanciato un chiaro messaggio: la scuola non è un ambiente di sperimentazione, serve un piano lungimirante e con idee precise, altrimenti i risultati saranno negativi.

Con positività si è andati avanti credendo che il nuovo Governo avrebbe saggiamente imparato dagli errori dei precedenti, non condannando la Scuola a laboratorio per la loro campagna elettorale. Così non è stato e, dopo aver tentennato sull’idea di cancellare la “buona scuola”, hanno deciso di modificare quello che non era mai stato modificato, di buttar giù quella che forse era l’unica certezza rimasta, il temuto e leggendario esame di maturità.

Cosa cambierà, dunque, ci si domanda? Non è molto chiaro; insegnanti di tutte le scuole comunicano la loro più totale confusione e l’aumento del carico di lavoro nel corso degli ultimi mesi poiché non è facile capire cosa realmente voglia il MIUR. Quello che per il momento sembra sicuro è l’eliminazione della terza prova e delle modifiche per quanto riguarda la prima e la seconda, nel particolare:

  • nella prima prova verranno proposte 3 tipologie al posto di 4, con sette tracce diverse (ambito: artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico). Per quanto riguarda le tipologie, invece, viene eliminato il saggio breve e gli studenti potranno scegliere tra due analisi del testo, tre tracce per la produzione di un testo argomentativo e altre due tracce da ampliare con una riflessione critica riguardanti tematiche di attualità;
  • nella circolare del Miur è scritto che la seconda prova scritta del 20 giugno riguarderà una o più discipline caratterizzanti i percorsi di studio. Questo significa, ad esempio, che al Liceo Scientifico la seconda coinvolgerà sia Matematica, che Fisica. Stesso discorso vale per il Liceo Classico, dove si avrà una prova mista sia con Latino, che con Greco.

Inoltre, saranno previste, secondo la nuova normativa vigente, griglie nazionali di valutazione che saranno fornite alle commissioni per una correzione più omogenea ed equa. Le griglie ci saranno anche per la correzione della prova di Italiano. Con questa misura si cerca probabilmente di far fronte alle polemiche che ogni anno vedono contrapposte le scuole del Nord e del Sud a causa della disomogeneità dei voti. Mentre la situazione sembra concludersi con un nulla di fatto per quanto riguarda le tanto vociferate Alternanza Scuola Lavoro e prove Invalsi che non saranno presenti all’interno dell’esame.

Più di qualcosa cambia anche all’orale. La prima novità è chi deciderà gli argomenti da dibattere durante il colloquio, non più pensati sul momento, ma precedentemente scelti dai membri della commissione che dovranno individuare un numero di possibili tematiche superiore di due rispetto al numero degli studenti da esaminare. Il giorno dell’orale il maturando pescherà il proprio argomento tra quelli selezionati. Maledicendo il destino e il Governo, stavolta, piuttosto che i professori…

L’enorme curiosità ci ha portato ad intervistare alcuni ragazzi di varie scuole superiori di Lecce, tra cui “Palmieri”, “De Giorgi”, “Banzi” e “Siciliani”, per avere un’idea più chiara di cosa gli studenti pensino di questo cambiamento, ovviamente limitandoci a chi dovrà sostenere l’esame quest’anno o l’anno prossimo. In generale, i nostri colleghi hanno dimostrato la loro serenità in vista del nuovo esame in quanto “è diventato molto più facile“. A tal proposito, ci hanno riferito che l’unica prova che abbia un senso sostenere sia “quella che è stata eliminata: la terza prova” e che il cambiamento nell’esame orale porterà ad “abbassare il livello delle domande per permettere a tutti di sostenerlo. Ovviamente non si mette in dubbio che ci saranno ancora quesiti molto complessi ma questi saranno in parte minima rispetto a tutte le buste. Quindi chi è sempre stato preparato non avrà nessun problema”.

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