Attacchi al “Palmieri”, ecco come suona l’altra campana

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta della prof.ssa Stefania Capone, docente del Liceo Classico e Musicale “Giuseppe Palmieri” di Lecce, che risponde all’autore di un’altra lettera, ma anonima, pubblicata nei giorni scorsi su corrieresalentino.it e relativa al sovraffollamento dello storico istituto scolastico leccese e ad altre situazioni legate alla sede decentrata del Liceo “Ciardo Pellegrino” che creerebbero disagi agli alunni:

 


“La calunnia è un venticello…” che si abbatte come un uragano quando colpisce una comunità educante, che è anche una grande famiglia. Risulta difficile rivolgersi ad un interlocutore che non ha né nome, né volto ma, coerentemente con i princìpi di onestà che predichiamo e pratichiamo ogni giorno nelle nostre classi, con i nostri studenti, non posso “fare spallucce” e tacere. I nostri ragazzi seguono le lezioni seduti per terra? Un film che non ho mai visto. A terra quei ragazzi si sono seduti spontaneamente, come forma di protesta, tanto insensata, quanto ingiustificata, cogliendo forse al volo la prima occasione per perdere dieci minuti di lezione (siamo stati tutti ragazzi, perdoniamoli).
Servizi igienici inadeguati o insufficienti nella sede aggiuntiva dello storico “Ciardo Pellegrino”? Fantascienza. Da due settimane svolgo regolarmente servizio in quella sede recentemente ristrutturata, in cui studenti e insegnanti godono degli stessi comfort della sede centrale, eccezion fatta per televisioni e PC, che la nostra Dirigente sta prontamente provvedendo a fornire.
E che dire dell’attacco ingiusto e gratuito (oserei dire vile) rivolto proprio alla Dirigente, prof.ssa Loredana di Cuonzo? Certamente Lei, caro (presunto) genitore che scrive, non la conosce abbastanza o non l’ha mai vista alle prese con la gestione della nostra comunità scolastica. Una donna energica e vulcanica sì, ma anche estremamente umana, disponibile e comprensiva; una professionista seria e preparata; un’amica e un porto sicuro per chiunque abbia bisogno di lei, studente o professore che sia; ma soprattutto una persona coraggiosa, che nove anni fa, quando ha preso in mano le redini del nostro liceo, ha accettato una sfida titanica e ha vinto, perché ha portato il “Palmieri” ad un livello di crescita sia numerica, che qualitativa mai raggiunto prima. E non importa se per questo ha dovuto rinunciare alle ferie, se ha sottratto tempo prezioso alla sua vita privata e ai suoi affetti più cari. Da persona volitiva e tenace quale è lo ha fatto con il consueto entusiasmo e sempre per il bene dei suoi “ragazzi” (perché è così che lei chiama tutti noi, indistintamente). Ha voluto strafare? Se è così, personalmente la ringrazio. Sì, perché è grazie al suo duro lavoro che da docente di potenziamento in un istituto professionale (pur insegnando Latino e Greco) sono finalmente tornata a casa, nel liceo che io stessa ho frequentato da alunna. È grazie al suo inesauribile impegno ed entusiasmo se i nostri alunni possono godere di un’offerta formativa che in altri tempi mai ci saremmo sognato. Se poi per Lei è amaro constatare che da scuola d’elite il “Palmieri” è diventato una scuola sì di eccellenza, ma inclusiva, il cui orgoglio più grande è quello di fornire a tutti gli strumenti per realizzare la propria crescita umana e culturale, beh allora sì, c’è tanta amarezza. Noi tutti, personale docente e ATA del liceo, di cui mi faccio portavoce, ci stringiamo solidali attorno al nostro “capitano”!
La saluto cordialmente e la invito a venire a constatare personalmente la veridicità delle mie parole perché, mi creda, esperire è molto più onesto e proficuo che ciarlare e prestare ascolto a vuote illazioni.

Prof.ssa Stefania Capone

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